L’impatto della banda ultralarga nelle aree bianche

Pubblicato da Open Fiber il summary 

 

E’ stato pubblicato nei giorni scorsi un importante documento che descrive e analizza l’impatto economico, sociale e ambientale della fibra ottica nelle cosiddette aree a fallimento di mercato o aree bianche.

Il documento di Open Fiber, si intitola “Executive summary della valutazione sugli effetti e potenziali impatti della realizzazione e gestione della rete in fibra ottica”.

La Banda ultralarga, si legge nel report, ha l’obiettivo di lungo periodo di “promuovere lo sviluppo del Paese, soprattutto da un punto di vista tecnologico” e quello di “mettere in collegamento tutto il Paese con un grande intervento di inclusività territoriale contrastando il fenomeno del digital divide, per il benessere di tutta la collettività, tramite una rete capillare che attraversa città e piccoli comuni.”

A partire da questa prospettiva, la BUL, soprattutto nelle aree bianche, nel medio periodo permette il raggiungimento di tre fondamentali obiettivi:

Favorire il ripopolamento e aumentare l’attrattività di Piccoli Comuni per residenti e turisti;

Garantire uguaglianza di condizioni a tutti i cittadini di ciascuna parte d’Italia, attraverso il superamento del digital divide e l’accesso a risorse e informazioni

Sostenere l’economia del Paese attraverso l’ingaggio di imprese locali per le attività di costruzione, gestione e manutenzione e attraverso il potenziamento dell’intero sistema delle PMI.

La prima parte del rapporto è basata su una ricerca effettuata presso gli operatori Telco, i quali evidenziano un incremento medio di 37 dipendenti per ogni operatore, segno che anche nella fase di infrastrutturazione e commercializzazione la BUL crea occasioni di nuovo lavoro.

L’altro dato molto significativo che emerge è che per ogni 10% di incremento dei km di fibra ottica installati e attivi, si ottiene un balzo dell’1,4% del PIL.

Questi due dati considerati insieme smentiscono il luogo comune che con le nuove tecnologie si perderebbero posti di lavoro: accade il contrario, considerate le evoluzioni e le nuove professionalità che sono necessarie.

Lo studio, poi, ha analizzato un campione di 10 piccoli comuni. La BUL ha creato risultati significativi rispetto all’incremento del numero di residenti, ma allo stesso tempo ancora un “impatto limitato sulla nascita di nuove attività commerciali, sul mantenimento delle attività esistenti, nonché sulla percezione di attrattività del comune”. Segno che c’è ancora molto da fare per accrescere consapevolezza e fiducia. Un dato molto positivo che emerge, poi, è quello della digitalizzazione dei servizi comunali: la BUL ne stimola l’implementazione e l’uso da parte dei cittadini.

In conclusione, questo rapporto, scaricabile dal sito di Open Fiber, disegna un quadro con diverse luci e ancora qualche ombra. Ombre colmabili, da un lato, con le nuove risorse del Pnrr dedicate all’abbattimento del digital divide territoriale, generazionale ed economico, e, dall’altro, con attività di accrescimento della consapevolezza da parte delle famiglie e delle imprese sull’importanza del passaggio alla banda ultralarga per la propria vita quotidiana e per le proprie azioni imprenditoriali.