Digitale, nessuno resti indietro

Il Paese ha bisogno di crescere sul digitale recuperando posizioni che ancora ci vedono agli ultimi posti tra i paesi europei.
Dopo i dati sconfortanti emersi dalla annuale pubblicazione dell’indice DESI sul raggiungimento degli obiettivi comunitari sulla digitalizzazione per il 2020, la Corte dei conti europea stima che se le scelte operate con il Piano BUL, basate sul modello ‘wholesale’, saranno attuate in modo corretto, l’Italia potrebbe centrare gli obiettivi per il 2025 sulla banda ultraveloce a 1 Gigabit. E’ sicuramente una buona notizia, ma ci sono davanti ancora molte sfide da superare e soprattutto c’è bisogno che il governo, insieme a regioni ed enti locali, operi congiuntamente per una transizione al digitale che non lasci indietro nessuno; nessun cittadino, nessuna istituzione, nessun territorio. Nessun servizio deve rimanere ai margini di questo processo. La costruzione della società digitale deve essere assunta come l’obiettivo strategico del sistema Paese perche cambierà completamente il modo di produrre, di fare welfare, di fare sanità, di fare ricerca e formazione. Se dei ritardi ci sono stati devono essere colmati con rapidità per non perdere gli appuntamenti del 2020 e del 2025, a partire dalla rete delle infrastrutture.

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