Banda ultralarga, in corso la nuova mappatura delle aree bianche.

Agli operatori è richiesto di inviare una relazione semestrale sullo stato di avanzamento dei piani per intervenire sull’operatore inadempiente.

 

Scade il 15 novembre 2021 il periodo nel quale gli operatori di telecomunicazione devono comunicare a Infratel i dati sugli investimenti e i cantieri previsti per la copertura con Banda ultralarga di territori inclusi tra le cosiddette Aree bianche o a fallimento di mercato. Una nuova mappatura per ricalibrare gli investimenti pubblici, con l’obiettivo di giungere al 2026 almeno con il 68% delle unità immobiliari connesse con la nuova fibra ottica.

Infratel, che sta lavorando per conto del Comitato interministeriale per la Transizione Digitale, una volta raccolte le informazioni, redigerà la mappa aggiornata delle Aree bianche, dopo aver concluso nei mesi scorsi quelle riferite alle Aree grigie e nere.

Il tutto confluirà nel Piano Italia a 1 Giga presentato dal Ministro Vittorio Colao e approvato il 27 luglio scorso, il quale ha l’obiettivo di individuare e prevedere gli investimenti che saranno necessari nei prossimi cinque anni.

Sul sito www.bandaultralarga.italia.it si legge che “scopo della mappatura (…)  è quello di individuare i civici presenti nelle aree che sono rimaste fuori dall’intervento pubblico affidato nel 2016 alla concessionaria Open Fiber e che, al contempo, non sono state ancora raggiunte, né lo saranno nei prossimi 5 anni, da investimenti privati idonei a garantire una velocità di connessione in download di almeno 300 Mbit/s nell’ora di picco del traffico”.

Inoltre, si spiega che le informazioni fornite dagli operatori non dovranno essere generiche ma “chiaramente riferibili a decisioni strategiche ed esecutive, completamente finanziate e adottate dai competenti organi di indirizzo e gestione delle imprese, indicando sia le coperture di rete attuali alla data del 30 settembre 2021, sia quelle previste per i prossimi cinque anni”, includendo “per ogni fase di attuazione le date di inizio e completamento e gli elementi che ne evidenzino la concreta attuabilità, suddiviso negli anni per macrocategorie e relativi finanziamenti, approvati dagli organi competenti”.

Agli operatori è inoltre richiesto di inviare ad Infratel una relazione almeno semestrale con l’esplicitazione dello stato di avanzamento dei piani dichiarati, così da intervenire pubblicamente nel caso in cui l’operatore non dimostri di essere in grado di attuare il piano dichiarato.

Ancora pochi giorni, quindi, per inviare da parte degli operatori queste preziose informazioni, indispensabili per predisporre con il giusto dettaglio gli interventi anche di carattere pubblico da realizzarsi entro il 2026.